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Protocollo nazionale per la realizzazione dei piani aziendali finalizzati all'attivazione di punti straordinari di vaccinazione anti SARS-CoV-2/ Covid-19 nei luoghi di lavoro

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Mercoledì 07 Aprile 2021

Protocollo nazionale per la realizzazione dei piani aziendali finalizzati all'attivazione di punti straordinari di vaccinazione anti SARS-CoV-2/ Covid-19 nei luoghi di lavoro

è stato siglato il “Protocollo nazionale per la realizzazione dei piani aziendali finalizzati all’attivazione di punti straordinari di vaccinazione anti SARS-CoV-2/ Covid-19 nei luoghi di lavoro”. Il Protocollo è adottato su invito del Ministro del lavoro e delle politiche sociali e del Ministro della salute, che hanno promosso il confronto tra le Parti sociali al fine di contribuire alla rapida realizzazione del Piano vaccinale anti SARS-CoV-2/Covid-19, coordinato dal Commissario Straordinario per l’emergenza epidemiologica Covid-19 

Nella stessa occasione è stato firmato un aggiornamento  del Protocollo sicurezza anti COVID.

Si è parlato molto negli utimi tempi  della opportunità di vaccinazione per i lavoratori  anche nei luoghi di lavoro, una richiesta dei sindacati per le categorie piu a rischio  ma  anche una pronta disponibilità espressa dalle aziende    interessate a proteggere,  con i lavoratori, anche le proprie attività produttive.

Il ministro del Lavoro Orlando e del Ministro della Sanità Speranza   hanno incontrato il  7 marzo  e il 25 marzo gli attori interessati (organizzazioni sindacali e  dei datori di lavoro, Confindustria in testa, il nuovo Commissario all’emergenza Figliuolo, il ministro dello Sviluppo economico Giorgetti)  con lo scopo di  accellerare il ritmo della campagna vaccinale. Si ricorderà che Confindustria  ha dato la piu ampia disponibilità a supportare le istituzioni  nelle aziende manifatturiere chiedendo però una " regia unitaria  pubblica" vista "la delicatezza del tema" .  Si sono dette disponibili anche  Confcommercio  Federdistribuzione,  Confesercenti e Alleanza delle cooperative.

 I contenuti del protocollo per i piani aziendali di vaccinazione  

Il documento fa  riferimento dal punto di vista tecnico a  specifiche INDICAZIONI AD INTERIM INAIL ancora non disponibili.

In generale prevede che:

  •  I datori di lavoro, singolarmente o in forma aggregata e indipendentemente dal numero di  lavoratori occupati, con il supporto delle Associazioni di categoria  possono attuare piani aziendali per la vaccinazione anti SARS-CoV-2 (Covid-19) nei luoghi di lavoro  per il personale che ne  faccia richiesta.  La vaccinazione potrà riguardare anche i datori di lavoro o i titolari. 
  •  Nell’elaborazione dei piani aziendali  si applicano le regole contenute nel Protocollo del 24 aprile 2020, tenendo conto della specificità di ogni singola realtà con il supporto del medico competente
  •  I piani aziendali sono proposti dai datori di lavoro, anche per il tramite delle Organizzazioni di rappresentanza, all’Azienda Sanitaria di riferimento, specificando  il numero di vaccini richiesti per le lavoratrici e i lavoratori disponibili 
  •  I costi per la realizzazione e la gestione dei piani aziendali, ivi inclusi i costi per la somministrazione, sono interamente a carico del datore di lavoro, mentre la fornitura dei vaccini, dei dispositivi per la somministrazione (siringhe/aghi) e la messa a disposizione degli strumenti formativi previsti e degli strumenti per la registrazione delle vaccinazioni eseguite è a carico dei Servizi Sanitari Regionali .
  •  Tutte le Parti si impegnano a fornire le necessarie informazioni alle lavoratrici e ai lavoratori,  nel pieno rispetto della scelta volontaria  e  delle norme sulla privacy. INAIL predisporrà a questo fine adeguato materiale informativo.
  • Il medico competente fornisce ai lavoratori adeguate informazioni sui vantaggi e sui rischi  e raccoglierà il consenso informato ,  il  triage relativo allo stato di salute e il consenso alla tutela della riservatezza  di ciascuno.
  •  Per la somministrazione del vaccino il medico competente potrà avvalersi di personale sanitario in possesso di adeguata formazione e deve  assicurare
  •  la registrazione delle vaccinazioni eseguite.
  • I datori di lavoro  possono anche fare  ricorso a strutture sanitarie private, anche concludendo specifiche convenzioni , per il tramite delle Associazioni di categoria per la vaccinazione, con oneri a proprio carico, ad esclusione della fornitura dei vaccini
  • I datori di lavoro  che non sono tenuti alla nomina del medico competente  e che non possono fare riferimento a strutture  private, possono avvalersi delle strutture sanitarie dell’INAIL. Se la vaccinazione viene eseguita in orario di lavoro, il tempo è equiparato a tutti gli effetti all’orario di lavoro.
  • E’ previsto un corso di formazione specifico per i medici competenti ed al personale sanitario e di supporto con il coinvolgimento dell’INAIL 

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